La memoria della pizza napoletana? Alfredo Forgione!
Primo e unico pizzajuolo nominato Cavaliere della Repubblica da Giorgio Napolitano.   

Era ragazzino quando il famoso da Ciro a Mergellina, luogo storico della pizza napoletana gli disse di presentarsi al lavoro. Allora il mestiere si rubava a bottega. Era la trasmissione del sapere, della manualità, delle nozioni elementari per poi farsi largo nella vita.

Ed è così che Alfredo, passo dopo passo, diventa primo pizzajuolo e da Ciro a Mergellina ci resta per quarant’anni poi da Salvatore alla Riviera, fianco a fianco al compianto maestro Salvatore Jossa, ma pure da Pizzicato a piazza Municipio poi al Voga di Bagnoli, con intermezzi a Stromboli e a Londra (dove conquistò i compassati sudditi di Sua Maestà).

"C’è Alfredo?"
Non c’è vip in visita a Napoli che non passi da Fresco, proprio come accadeva da Ciro a Mergellina ai tempi d’oro e che chieda di lui. Dal 2009 la sua casa è sul lungomare da Fresco a via Partenope, dove questo giovane settantenne ha saputo dare una spinta decisiva alla nuova storia della pizza napoletana, rinverdendo il ricordo anche del Capo dello Stato, suo antico cliente prima di salire al Quirinale, che tre anni fa l’ha voluto cavaliere con ”motu proprio”, quindi per meriti speciali legati alle sue capacità professionali.

Da sempre "pizzaiolo con la cravatta" («L’ho sempre portata mentre lavoro, gli altri se la toglievano, io la mettevo»), ma anche ’o Re, con tanto di corona («Un titolo che mi è stato attribuito dai colleghi, me lo sono guadagnato sul campo») Alfredo Forgione è anche Cavaliere della pizza.

Forgione ha tanto da raccontare (chiedetegli della pizza COSACCA) e possiamo conoscere i suoi aneddoti, non solo ascoltare, in un bel libro «C’è Alfredo? Storia del Re della Pizza (che divenne Cavaliere)», destinato agli amici e ai clienti più affezionati, curato da Marco Lombardi e Giovanni Chianelli.



 

 
 
 

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